RENDO | Renato Di Lorenzo – Milano 1969
I lavori attuali di Rendo sono il risultato di una ricerca iniziata nei primi anni 80, quando la cultura dei graffiti Hip Hop arrivò in Italia grazie alla mostra “Arte di frontiera”. Da quel momento, prima come writer e poi, grazie agli studi in design e al rinnovato entusiasmo per la Street Art, Rendo ha sviluppato un linguaggio artistico personale che è debitore, nel suo stadio iniziale di sviluppo, delle ricerche condotte dall’architetto Futurista Sant’Elia. Ogni struttura disegnata da Rendo è composta da una gerarchia di elementi che dialogano fra loro, che fluttuano nello spazio spostandosi a velocità diverse, e da linee di forza che fungono da traiettorie per moti a venire. Le sue strutture sono elementi vivi, a volte macchine, a volte luoghi immaginari, a volte segni, di cui l’opera esposta raffigura un attimo della perenne trasformazione in atto.

Rendo, classe 1969, ha iniziato la sua avventura nel mondo della cultura Hip Hop all’età di 15 anni, facendosi subito notare all’interno della scena artistica Hip Hop milanese e in seguito italiana per l’originalità della sua ricerca formale e per la maniacale precisione tecnica nella realizzazione dei suoi graffiti su muro. Dopo aver militato in due crew storiche del panorama graffitistico milanese: gli MCA negli anni 80 e i TDK negli anni 90, si affaccia al al mondo del design, prima come studente, fino ad arrivare all’insegnamento. Questa nuova esperienza cambierà inevitabilmente la sua originaria visione del mondo dei graffiti, dando vita ad un lungo periodo di riflessione e ripensamento dei canoni estetici usati in passato. Questo periodo di riflessione lo porterà nella seconda metà degli anni 2000 verso la scultura, prima delle lettere e in seguito di elementi astratti. Rendo inizia a considerare le lettere non più come semplici elementi bidimensionali, ma tridimensionali, cercando di esplorarne le potenzialità espressive. I primi risultati della sua ricerca verranno mostrati nel 2007 al Pac di Milano durante la mostra collettiva “Street Art Sweet Art”. Negli anni sucessivi, Rendo abbandona gradualmente la progettazione di lettere per concentrare la sua ricerca verso la realizzazione di strutture astratte, che attualmente costituiscono la sua produzione. Inoltre da quattro anni ha iniziato ad esplorate la potenzialità delle pittosculture, che gli permettono di raffigurare in modo semi tridimensionale, e con maggior libertà espressiva, le sue strutture spaziali, che a volte diventano complessi sistemi di narrazione.