MAMBO

MAMBO | Elvis Pregnolato – Clès 1974

Quando nel 1988, appena giunto a Bologna, viene a contatto con il fenomeno del writing si rende subito conto che questo rappresentava non solo una realtà artistica e culturale a lui del tutto ignota, ma anche una chiave d’accesso a una dimensione misconosciuta e sotterranea del tessuto urbano: entrato in questa nuova dimensione si fa notare per la scelta di curare con eguale attenzione lettering ed elementi figurativi, i quali, indipendentemente dallo spazio fisico dedicato, si fondono e dialogano tra loro.

Mambo

Gli studi accademici forniscono a Mambo gli strumenti tecnici necessari a coniugare il mezzo, insieme aereo e materico dello spray con soggetti maggiormente pittorici e, al tempo stesso, danno l’impulso a sperimentazioni atte alla trasposizione dell’energia e dell’approccio tipici della realtà del writing anche tramite medium differenti dalla classica bomboletta: elemento, quest’ultimo, che diviene sempre più peculiare del suo stile e ne asseconda la naturale, poliedrica abilità nell’espressione attraverso le tecniche più svariate. I percorsi eseguiti a fianco di professori del calibro di Concetto Pozzati  rendono altresì possibile l’acquisizione di solide basi nel campo dell’arte concettuale. Volendo individuare gli elementi principali che contraddistinguono il percorso artistico di Mambo e  ne determinano il fascino e l’unicità all’interno della scena street art italiana, subito si colgono l’abilità e l’interesse nell’effettuare continue decontestualizzazioni con uno stile peculiare, ironico e dissacrante, che coniuga Dada e Pop art; e il gusto spiccato per la resa pittorica, alla ricerca di quella perfezione e cura per i minimi dettagli che risulta ben evidente in ciascuna delle sue opere siano esse volte alla riproduzione realistica o all’astrazione. Si nota in lui l’interesse per la creazione di percorsi tematici che pongano in luce di volta in volta il nucleo concettuale desiderato e la tensione verso un opera di “distillazione” dell’essenza del mondo dei graffiti , la cui successiva ricollocazione nei contesti più svariati (dalla ritrattistica all’installazione) costituiscono le costanti fondamentali dei suoi lavori, dei quali si può apprezzare  l’inconsueta unione tra una sensibilità tipicamente POP, strutture compositive dalla matrice concettuale e una scelta cromatica dalle forti contrapposizioni. Tutte queste caratteristiche vengono sovente poste al servizio del messaggio auto affermativo tipico del writing, verso cui Mambo si pone in maniera inusuale, operando sorprendenti “ready made”, che lasciano talvolta trapelare un’ombra di ironia, e dando vita a un gioco di rimandi in cui la figura, il lettering e l’oggetto ritrovato ora si accompagnano, ora sono inglobati l’uno dall’altro, spesso finiscono per fondersi nell’acquisizione di un nuovo, potente, codice espressivo.