ARI | Arianna Ruffinengo – Genova 1979

Riflettendo sulle opere di Arianna Ruffinengo
di Pierangelo Russo
C’è un mondo visibile a cui tutti apparteniamo.
C’è un mondo invisibile che qualcuno intuisce.
C’è un mondo che contiene entrambi, sono in pochi a possedere la chiave per entrarvi.
Ci sono artisti che vivono per l’arte, ne fanno uno scopo di vita, sublimano le loro energie per appagare il bisogno creativo. Spesso rincorrono con ostinazione e ossessione la perfezione estetica, formale o informale che sia. Poi ci sono artisti che attratti e guidati dall’arte intraprendono nuovi percorsi estetici e concettuali, usano l’arte per scoprire nuove vie, dotati di talento e ispirazione approdano in nuovi spazi sconosciuti, alto è il rischio di perdersi. Arianna è una viaggiatrice, la direzione è nel cuore, l’arte ispirata è la sua bussola. Non schiava della tecnica, non attratta dalla perfezione formale, essa procede come una esploratrice, usando il giusto strumento nel giusto momento. Un viaggio tridimensionale, nello spirito, nella mente e negli istinti della carne. Oltre il visibile del mondo ordinario, la inizia la sua curiosità, la sua indagine, danza tra gli archetipi che popolano il mondo sottile, protetta dai caldi colori e come danzatrice sinuosa, stacca un velo ad ogni volteggio e si viene rapiti dalla bellissima, intravista nuda verità. Energia creatrice che tutto feconda e contamina, vortici centrifughi e centripeti, così le atmosfere dei suoi quadri, sensualità che sprigiona forza brulicante di luce, faville in mille traiettorie che incendiano questi micro macro mondi che bruciano nel fuoco del vero amore. Neo sacerdotessa di una antica Via, assetata di nuovi indizi, Arianna Ruffinengo ricerca e trova ovunque tracce di questa forza e come novella alchimista, dei suoi quadri ne fa preziosi appunti, indicazioni e tracce come una mappa del tesoro…la sorgente di vita. Enfasi a parte, questa è la chiave per interpretare i quadri di Arianna. Mi pongo davanti ad essi sospendendo il giudizio, come un tuffatore sulla piattaforma, faccio silenzio dentro di me alla ricerca del giusto momento…della giusta sintonica vibrazione per tuffarmi nel quadro….o è il quadro che si tuffa in me?